SPAZIO AL TEATRO! Piccoli Assassini

Ecco che io e i mie compagni delle Tre e Trentadue siamo pronti ad andare in scena sabato 23! Naturalmente siete tutti invitati caldamente a partecipare ed unirvi al pubblico per fischiarci od applaudirci (a vostra discrezione). Siccome non piace a nessuno vedere uno spettacolo di cui non si sa niente, vi faccio una breve presentazione del nostro lavoro.

“Piccoli Assassini” di Jules Feiffer
Nell’appartamento dei Newquist, mamma Marjorie, papà Carol e il giovane Kenny attendono con impazienza l’arrivo della figlia Patsy in compagnia del nuovo fidanzato Alfred. Mentre per le strade di una città in preda a continui blackout impazzano disordini ed esplodono incontrollati episodi di violenza, i cinque personaggi chiusi nel loro salotto si godono l’aria di famiglia, consumando drink e sigarette, guardando vecchie fotografie e pestandosi i piedi. Fra rancori e piccole vendette personali, c’è anche tempo per un matrimonio all’ombra della prima Chiesa Esistenziale. Fino a che da fuori qualcosa irrompe, stravolgendo completamente gli equilibri familiari.
Lo spettacolo della Compagnia Le Tre e Trentadue su Piccoli Assassini di Jules Feiffer è nato dall’esigenza di proseguire l’indagine sulla famiglia moderna, iniziata ai tempi della precedente messinscena, Lo Zoo di Vetro di Tennessee Williams. I Newquist sono la trasposizione moderna dei Wingfield, o ne sono gli epigoni in un progressivo darwiniano evolversi della famiglia. Il loro appartamento è un non-luogo di cartone dentro il quale non è possibile proteggersi dall’assalto letale della città, che si introduce continuamente all’interno rendendo il clima generale una claustrofobia, continua, all’erta. Jules Feiffer scrive per il teatro restando un fumettista. E l’interpretazione delle Tre e Trentadue è il tentativo di riprodurre sul palco una realtà a fumetti, con la scena ridotta a spazio surreale e bidimensionale, in cui scompare la distinzione fra bicchiere e disegno di un bicchiere, e i personaggi trasformati in caricature, “vestite” del loro ruolo: una divisa militare dietro cui ostentare autorità e una virilità, messa in dubbio fin dal nome, per il padre di famiglia Carol, piume e svolazzi da “oca” per la svampita Marjorie, un perfetto stile da Barbie in carriera per Patsy.
In secondo luogo il lavoro ha preso le mosse dall’intenzione di riportare sulle scene un testo poco conosciuto e rappresentato della drammaturgia americana di fine anni ’60; il dramma è stato riadattato per l’occasione, cancellando ogni riferimento che potesse velare, oltre alla forte denuncia politica, il suo significato tremendamente attuale, anche quando in esso tutto sembra andare nella direzione dell’incredibile e della parodia.

piccoli assassinipiccoli assassini

Leave a Reply