La lenta macchina istituzionale. (parte 1)

Giusto qualche mese fa (direi in Agosto) telefonavo al mio amico kappesante dopo lungo tempo trascorso ognuno a farse i cazzacci propri, e come di consueto abbiamo tirato fuori il classico escamotage per beccarsi “live”, ovvero… andiamo a dipingere VEZ!
Ora, bisogna dire che negli anni abbiamo perso un pò di sbattimenti tipo afteràuars invernali con un giàzz della Madonna per farsi due pezzi illegali in giro a Casalecchio e dintorni, quindi quando scatta l’idea si cerca di andare in posti più o meno “legali” e fare la propria cosa scherzando e chiaccherando.
Appunto per questo proponiamo telefonicamente di appropriarci di nostra iniziativa di un gran bel muro a Pianoro, proprio a fianco del neonato centro giovanile, per farci le nostre cosette alla domenica pomeriggio in compagnia.
Ma perchè appropriarcene illegalmente quando possiamo chiederlo direttamente a quelli del Comune? (e questo sono io, il solito ottimista visionario)
Perciò dico al vecchio kappe: Dai! ci penso io che conosco un pò di gente in Comune ed al centro giovani!
Inizia un ITER che proprio non mi va di seguire punto per punto, ma giusto per onore di cronaca dico che mi sono sentito svariate volte con un giovane assessore pianorese (tipo sui 25 anni) che segue le politiche giovanili e con i referenti della gestione del centro (le Macchine celibi di Bologna).
La mia idea era semplice: DATECI UN PEZZO DI MURO IN GESTIONE PER FARE I NOSTRI PEZZI SENZA BISOGNO DI CHIEDERE SEMPRE IL PERMESSO, MA SOPRATTUTTO NON VI STIAMO CHIEDENDO SOLDI PER FARLO che alla fine mi sembra una cosa accettabile…soprattutto collegandola con l’attività del centro giovani.
Il tempo passa, quando suddenly arriva la telefonata dalla Susanna del Factory (il centro giovani):

-Hey ciao Psa, allora ci sei per la riunione?
- … ciao Susanna … quale riunione?
- la riunione per i vràiters!!
- …
- si abbiamo organizzato una riunione per il muro che avevi chiesto!!
- una riunione? e c’era bisogno di una riunione? bastava dire solo SI OK VA BENE.
- ehh no, sai c’è stato casino perchè Boschetti (l’assessore) ha parlato in consiglio comunale e insomma bisogna che ci siano delle REGOLE.
- O_O … Consiglio comunale? addirittura? vabbè comunque dai ci sono, ci vediamo poi li.
- Si ok allora… Ah dimenticavo, c’è anche CIUFS!
- !!! Ciufs?! e che c’entra ciufs? a Pianoro poi…boh vabbè dai, ok ci si vede alla riunione allora. Ciao.

Risultato parziale: era metà Novembre, era freddo, non avevamo ancora preso quel muro, non avevo visto kappe, non avevamo dipinto, sul giornalino del comune di Pianoro impazzava il dibattito VRAITERS SI - VRAITERS NO, avevo la testa piena di messaggi prolissi pseudo politici, e ormai era ovvio: Dovevamo prendercelo ad Agosto senza dire un càz quel muro. Per caso qualcuno avrebbe sbraitato vedendo due pseudo giovini dipingere in completa tranquillità alla domenica pomeriggio alla luce del sole?

fine prima parte. scusa kappe ma devo scappare, il bello col succo della riunione lo metto giù lunedi.

P.S. anticipazione: c’era pure lo zio RUSTY :D

Salutoo!

4 Responses to “La lenta macchina istituzionale. (parte 1)”

  1. Salla Says:

    Mentre leggevo il pezzo ho avuto l’illuminazione:
    Boschetti è una sorta di Rutelli pianorese…

  2. psa Says:

    Boschetti è la personificazione della parola PROLISSO. Bravo ragazzo ehh, però sembra affetto dalla sindrome del conte MAX ANTINUZZI…

  3. kappe Says:

    oh ma soprattutto, hai fatto dei bozzi? devi fare i bozzi, non sei nessuno se non fai i bozzi. e non sei nessuno nemmeno se non hai 38 anni e vai a rompere i coglioni fino a pianoro.
    fai dei bozzi comunque, aiuta.

  4. psa Says:

    LoL

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