farsi le seghe è peccato. anche a natale?

adesso vi dico un pò di quando ho lavorato alla mondadori di via d’azeglio. praticamente su tevac qualcuno aveva detto ehi, cercano gente da mondadori informatica, cercano gente fast per vendere mac, mandate il curriculum dai dai. allora io l’ho mandato, ma questo è successo tipo due tre mesi fa. a fine novembre mi telefona un tipo che si chiama denis rizzi, e dice ok, il tuo curriculum mi piace, vieni in negozio che facciamo due chiacchiere.
allora io vado un giorno che avevamo appuntamento, però il denis rizzi non c’era, era malato. che era malato lo sapevo da qualche giorno, ma avevamo preso un appuntamento, quindi bon, non me l’aveva detto che non veniva. vabbè poi passa una settimana e denis rizzi mi dice vieni in negozio, e allora io ci vado. rimango lì mezzoretta, in negozio sembrano tutti simpatici, denis rizzi mi fa fare il giro di mondadori, i ragazzi che ci lavorano sembrano simpatici, hanno tutti la camicia rossa. denis rizzi invece ce l’ha nera, quelli del reparto mac hanno la camicia nera.
denis rizzi è il boss del reparto mac. il boss finale invece si veste come gli pare, con la camicia a righine se gli va. è toscano, a me i toscani stanno simpatici, però questo toscano qui non ti guarda in faccia mentre ti parla.
insomma denis mi dice che praticamente sono assunto, abbiamo parlato di cazzate ma dice che sono assunto. però non è mondadori che mi assume, ma un’agenzia per il lavoro, si chiamano così. quindi ok, un tipo del reparto pc, un ciccio con una faccia bellissima sempre sorridente dice che la paga è buona, sette euri l’ora. più i buoni pasto, eccetera. ok dico, dalla prosima settimana ci sono. e infatti passa un’altra settimana e mi telefona una tipa, ciao sono la tale ti chiamo da worknet, sei assunto da mondadori, cominci domani all’una, devi venire a firmare il contratto. e già penso ma cazzo, potevi dirmelo prima? già ero tutto in ansia perchè dovevo lavorare per berlusconi, almeno dimmelo prima che mi preparo.
il giorno dopo a mezzogiorno sono da worknet, la tipa non mi ricordo come si chiama ma non era malaccio. cioè, era un pò stronzetta, ma secondo me non lo è di suo, secondo me è da un pò che non prende della minchia, non è una strafiga ma due botte gliele
comunque firmo il contratto molto fast, all’una devo essere da mondadori perchè berlusconi lo vuole, berlusconi mi vuole per vendere i mac.
da mondadori fa un caldo besita, lo sapevo già dall’altra volta, e infatti appena entro resto in maglietta. e invece porca troia mi devo mettere la camicia nera, berlusconi vuole che mi metta la camicia nera per vendere i mac. dopo un quarto d’ora me ne trovano una, taglia xxs, mi arriva all’ombelico ed è meglio che non la chiuda. me la trova una tipa che probabilmente è spagnola, ha due tette così, è bassa così, è cicciona così, ha una bella faccia e la chiamano africa, sembra simpatica e due botte gliele
mi metto a lavoro. lavoro significa aggirarsi sorridente attorno all’unico tavolo dove ci sono cinque sei computer, due trecento ipod, e robe così, sorridente ma non invadente, gentile con questa clientela fichetta di via d’azeglio. c’è beppe maniglia. beppe maniglia sta in canottiera, ha due ipod, e parla a voce alta dicendo delle cose strane. io beppe maniglia me lo ricordo da quando ero cinno, chi è che non sa chi sia beppe maniglia. è un tipo grosso, tipo maciste, che suona la chitarra in piazza maggiore e fa scoppiare le borse dell’acqua calda a fiato, come palloncini. è peso perchè ha una moto tutta fica col sidecar, nel sidecar c’è tutto questo impianto molto rock, ma che cazzo avete presente beppe maniglia vaffanculo. adesso vi dico cosa mi diceva beppe maniglia:

- la carne fa male, le malattie vengono dalla carne, tu mangi la carne, ha dentro la malattia, te la prendi e muori. cosa credi che sia, lo smog? no vecchio, è la carne.
- pane e pasta vanno eliminati, lo sai come li chiamano il pane e la pasta? il pane e la pasta sono accompagnatori di morte.
- ho fatto il cimitero online, tu vai sul mio sito ecco vedi, c’è il cimitero, ti muore un parente? lo mettiamo nel cimitero online, clicchi qui, bello vero? c’è il cimitero cristiano, cinese, ebraico, c’è il cimitero per gli animali..
- tu hai la faccia da comunista, lo so che sei comunista
- quando c’era mussolini le cose andavono bene, bisogna farlo santo mussolini
- mi candido come sindaco

su quest’ultimo punto vorrei aprire una parentesi perchè è peso. beppe dice che ha un’idea per ripulire bologna dagli spacciatori, dalle puttane, eccetera. dice beppe, se io sono sindaco ogni notte c’è una camionetta degli sbirri che passa in piazza verdi, carica un pò di marocchini e li porta in centrale per accertamenti. li tengo in centrale tutta la notte, seduti su delle panche, gli do al massimo un bicchiere d’acqua e del pane duro, ma non li picchio mica. alle nove di mattina li rimetto fuori. poi la sera la camionetta ripassa, e ne carica altri, o sempre gli stessi se sono ancora lì. e la mattina dopo fuori, ciao. ecco, dice beppe, vedrai che prima o poi si rompono il cazzo di stare in centrale tutta la notte, e ad un certo punto dicono oh, vediamo come si sta a san lazzaro?
è peso, è veramente peso, perchè so che potrebbe aver ragione.
poi basta, beppe maniglia ad un certo punto se ne va, ma arriva un altro tipo da inchiesta. assunto da poco anche lui, tipo tre giorni. e una delle prime cose che mi dice è accidenti, assunto da un giorno e hai già le chiavi dell’armadietto degli ipod? no comment. questo tale una delle altre cose che mi ha detto è stata sei mechiuser? cioè usi un mac anche te? ma dire macuser fa molto più zincdifferent, quindi dai, bravo. il tpo si chiama fabrizio, sembra l’autoritratto di van gogh, così, con la barbetta rossa eccetera, sembra anche un pò vecchio, è mezzo pelato. avrà la mia età, però è crapatch. ti parla piano, ti parla come potrei parlare io appena sveglio, la voce bassa e roca. sexy.
ad un certo punto arriva africa, la spagnola cicciona, si avvicina con una bella facciotta sorridente, mi prende i polsi, io la lascio fare, penso adesso mi dice qualcosa di carino, invece per i polsi mi leva le mani dalle tasche. poi mi dicono anche di mettere la maglia dentro i pantaloni. di sorridere. di non rullarmi le paglie dentro al negozio. beppe maniglia grida al mondo che mussolini dovevano farlo santo, lo grida in canottiera, e io devo levarmi le mani dalle tasche.
poi vedo una cassiera che avrà vent’anni, è giovine e fresca e due botte gliele
basta, s’è fatta na certa, esco dopo aver fatto due chiacchiere con denis rizzi che è un bravo ragazzo. gli dico ok, per contratto ci son tre giorni di prova, quindi dai oh, mal che vada è stato bello eccetera.
infatti poi arrivo a casa abbastanza cotto perchè sembra una puttanata ma stare in piedi a quaranta gradi con una camicia nera addosso, i neon, il riscaldameno a manetta, oh ste cose fanno male. altro che la carne, beppe. arrivo a casa e do un’occhiata al contratto. quattro euro netti l’ora. il giorno dopo mando un messaggio a denis, che è stato bello così. chiamo worknet e dico beh ok, grazie lo stesso. nono quei venti euri teneteli pure, fa nulla.

ecco fatto, mi sentivo in dovere di scrivere questa cosa. adesso che l’ho scritta torno al punto fondamentale della questione. è quasi natale, mancano 10 minuti.

One Response to “farsi le seghe è peccato. anche a natale?”

  1. bizzo Says:

    buon natale, kappe

Leave a Reply