Archive for September, 2005
l’altra vita che vorrei (parte 2)
Wednesday, September 14th, 2005Er testamento de Meo del Cacchio
Tuesday, September 13th, 2005Oggi li ventinove di febbraro
der millenovecentotrentasette,
doppo bevuto dodici fojette
assieme ar dottor P., reggio notaro,
benché nun sia sicuro da me stesso
dispongo e stabbilisco quanto appresso.
Pantegane (di due metri) di tutto il mondo unitevi!
Monday, September 12th, 2005S’alza il vento, infuria la buffera
scarpe rotte eppur bisogna andar
a conquistare la rossa primavera
dove nasce il Disneyland dell’avvenir!

e da oggi anche il pratico pacchetto matrimonio
ebay ha comprato skype
Monday, September 12th, 2005qui l’articoletto da macity.
le mezze stagioni
Saturday, September 10th, 2005oggi c’è quella temperatura strana, quell’aria strana. sembra tutto più fresco e pulito, il sole è tiepido e l’ombra accogliente. i sandali, mentre cammino, lasciano passare l’aria sotto i piedi, è tutto confortante, è un giorno ideale per andare tipo in un parco con la morosa a camminare scalzi sull’erba. a fumare mi sembra di farmi un torto, una nota stonata in questi venticinque gradi di pace romantica.
(more…)
vieste
Friday, September 9th, 2005raffo mi ha telefonato credo ieri o l’altro ieri, dicendo se andavo a trovarlo. a parte il fatto che devo lavorare, non credo andrò. volevo andare con E ma nemmeno mi risponde più ai messaggi, quindi resto a bologna a prendere un pò di pioggia. mi ero messo a guardare le foto di quando siamo andati giù, non senza malinconia.. e ho trovato, per la gioia di grandi e piccini, questo bis di marcello.
espropri proletari? un affarone..
Friday, September 9th, 2005non dico nulla, è tutto vero. tiè.
zen
Wednesday, September 7th, 2005deme mi ha prestato un bel libricino, si chiama ‘dice lo zen’ e l’ha scritto un tale tsai chih chung. è a fumetti. questo lo metto qui perchè con qualcuno ne avevo parlato. bello.

nuove per te che non dici mai niente
Tuesday, September 6th, 2005allora praticamente dal punto di vista lavorativo le cose sembrano funzionare, cioè ho qualche lavoretto che promette, qualche altro in cantiere, qualcuno che mi deve pagare, qualcosa in forse eccetera, e in questi momenti qui mi vien da pensare che non ne ho voglia per niente, mi impigrisco. alla fine quello che faccio mi piace, ma un pò me la cago, mi vedo un pò fermo. cioè, ecco quello che sono, ecco quello che faccio, questo è il mio lavoro, e nonostante sia un bel lavoro, che ho scelto io di mia spontanea senza che nessuno me lo abbia suggerito, non ho nemmeno studiato per fare quello che faccio - discretamente bene - insomma ecco in questi momenti mi rendo conto che sto proprio crescendo, che questo sarà il mio lavoro, lo è già, e mi viene da tirarmi indietro. non per le difficoltà di realizzazione, faccio per dire, quanto per la struttura che mi da la professione in sé. poi, come si dice, non ci sono orari ma solo ritardi, e alla fine lo so e mi va bene, non è neppure questo, è proprio pensarmi occupato e responsabile. non mi va.
una volta ho visto un cartello attaccato alla porta di un bottegaio con su scritto ‘io so fare tutto ma non ho voglia’. è esattamente come mi sento, dovrei scriverlo sui miei biglietti da visita.
tipo adesso sto lavorando a una cosa grossa, non ho nemmeno un contatto diretto col cliente, lavoro in una specie di team, non so nemmeno spiegare bene. tra una decina di giorni dovremmo presentare le bozze. da tre ci lavoro sopra, ho la massima libertà creativa, non è manovalanza. però c’è qualcosa che mi fa dire dagliela su. a parte alcuni disguidi tecnici, credo sia il senso di responsabilità e la mole di lavoro che mi fanno stringere il culo. evabbè.
poi ieri sera sono andato dal dottore. non il dottore quello di base, il dottore del cervello. il dottore del cervello mi ha dato delle medicine nuove, roba tosta questa volta. domani le vado a comprare e vi dico se fanno. se fanno ve le passo.

