Bonzo
Sunday, September 25th, 2005Sono venticinque anni ormai passati. [Venticinque anni di chiusure di locali dove si suonava a Bologna, di partiti che cambiano il nome, di canale cinque, di mani-pulite, di crolli di fazioni comuniste, di paninari, di boy-bands, di cartoni animati giapponesi, di nuovi stradoni per lo smaltimento del traffico, di riforme scolastiche, di primi baci, di espansioni residenziali, di video-clips, di Brigate rosse, di interrogazioni e insegnanti che stanno dall’altra parte di un tavolo, di privatizzazioni di enti pubblici, di mode con gel nei capelli e di cd che ma scusa quanto cazzo sono aumentati?. Di noi.] Alla fine noi tutti quelli che scrivono su questa cosa del blog abbiamo tutti iniziato a vivere attorno a questi venticinque anni fa.

Venticinque anni andati dalla morte di John Henry Bonham, detto Bonzo. È stato uno dei più influenti e imitati batteristi del rock, travolgendo con il suo stile tutto ciò che era successo prima in quella musica. Amava dire che dietro ai tamburi voleva suonare “come una tempesta”.