nuove per te che non dici mai niente
Tuesday, September 6th, 2005allora praticamente dal punto di vista lavorativo le cose sembrano funzionare, cioè ho qualche lavoretto che promette, qualche altro in cantiere, qualcuno che mi deve pagare, qualcosa in forse eccetera, e in questi momenti qui mi vien da pensare che non ne ho voglia per niente, mi impigrisco. alla fine quello che faccio mi piace, ma un pò me la cago, mi vedo un pò fermo. cioè, ecco quello che sono, ecco quello che faccio, questo è il mio lavoro, e nonostante sia un bel lavoro, che ho scelto io di mia spontanea senza che nessuno me lo abbia suggerito, non ho nemmeno studiato per fare quello che faccio - discretamente bene - insomma ecco in questi momenti mi rendo conto che sto proprio crescendo, che questo sarà il mio lavoro, lo è già, e mi viene da tirarmi indietro. non per le difficoltà di realizzazione, faccio per dire, quanto per la struttura che mi da la professione in sé. poi, come si dice, non ci sono orari ma solo ritardi, e alla fine lo so e mi va bene, non è neppure questo, è proprio pensarmi occupato e responsabile. non mi va.
una volta ho visto un cartello attaccato alla porta di un bottegaio con su scritto ‘io so fare tutto ma non ho voglia’. è esattamente come mi sento, dovrei scriverlo sui miei biglietti da visita.
tipo adesso sto lavorando a una cosa grossa, non ho nemmeno un contatto diretto col cliente, lavoro in una specie di team, non so nemmeno spiegare bene. tra una decina di giorni dovremmo presentare le bozze. da tre ci lavoro sopra, ho la massima libertà creativa, non è manovalanza. però c’è qualcosa che mi fa dire dagliela su. a parte alcuni disguidi tecnici, credo sia il senso di responsabilità e la mole di lavoro che mi fanno stringere il culo. evabbè.
poi ieri sera sono andato dal dottore. non il dottore quello di base, il dottore del cervello. il dottore del cervello mi ha dato delle medicine nuove, roba tosta questa volta. domani le vado a comprare e vi dico se fanno. se fanno ve le passo.
